Christo


Nei giorni in cui Christo portava centinaia di migliaia di persone a camminare sul lago d’Iseo, nei siti dei quotidiani italiani, nei forum online e nelle pagine facebook, leggevo commenti pesanti sul grande flusso accorso a visitare l’opera d’arte. E mentre leggevo mi chiedevo che senso avesse criticare tutta quella gente arrivata da più parti d’Italia. Perché denigrare un pubblico così vasto che solo nei concerti e nelle partite di calcio? Perché disprezzare decine di migliaia di persone in fila tra le transenne? Perché offendere la folla attratta dall’arte? Poi sono uscito a fare due passi.

Non trovavo risposta.

Allora son montato in macchina e ho tirato dritto fino al centro commerciale per comprare l’acqua minerale. Una volta entrato ho finalmente capito: quel pubblico che affollava la passerella di Christo era lo stesso che vedevo qui, nel grande centro commerciale. Eravamo noi quei volti. In fila alla cassa per pagare l’acqua minerale e la frutta di stagione; in fila per mangiare al sushi o alla pizzeria gestita dai cinesi; in fila al parcheggio sotterraneo per trovare la via d’uscita. Ho pensato: l’arte fa bene o fa male? Mi son detto: l’arte fa bene. Molto bene. L’arte andrebbe somministrata come fosse un medicinale per la prevenzione. Ho pensato: Christo è sceso in terra, anzi su lago, per insegnarci a guardare un opera d’arte, di più ancora, per farci vivere in un’opera d’arte. Mi son detto: finalmente una folla oceanica ha vissuto come esperienza collettiva non un concerto o una partita di calcio, ma un’installazione di uno dei più grandi artisti del Novecento; finalmente la gente ha toccato con mano –anzi con i piedi- un’opera d’arte senza che scattasse l’allarme; finalmente un artista ha realizzato quello che Kandinsky aveva scritto all’inizio del Novecento e cioè che l’arte è figlia del suo tempo. E se qualcuno di noi, almeno una volta nella vita, fosse entrato in un centro commerciale anche solo per comprare l’acqua minerale, non dovrebbe mai criticare e denigrare la folla che ha gremito The Floating Piers di Christo. Perché la collettività, lo stare insieme in un concerto o fare la spesa in un centro commerciale, insomma il condividere un’esperienza con altre migliaia di persone, sono tutte cose che fanno parte del vivere quotidiano. L’arte, a sentire certa gente, dovrebbe essere un mondo a parte a cui si accede solo singolarmente. Christo, che invece è un grande artista, ci ha insegnato che l’arte fa parte della vita di tutti i giorni.