Maurizio Cattelan


Maurizio Cattelan mi piace molto. Intendo il suo lavoro, lui non lo conosco.

So che è nato a Padova nel 1960, che è entrato nel mondo dell’arte negli anni Ottanta e che nel 1993, invitato alla Biennale di Venezia, “espone” Lavorare è un brutto mestiere vendendo a un’agenzia pubblicitaria il suo spazio espositivo. Nello stesso anno si trasferisce a New York dove, nel 2001, aprirà con Massimiliano Gioni e Ali Subotnik, la Wrong Gallery, una galleria di 50 centimetri quadrati a Chelsea.

Cattelan è sulla scena da trent’anni. Trenta. Trent’anni in giro per il mondo cercando di stare dentro il sistema dell’arte imponendo la propria estetica… trent’anni… oltre un quarto di secolo… trent’anni di cui i primi senza un soldo in tasca, trenta volte Natale e Capodanno, trent’anni per farsi conoscere da quelli che contano, personaggi gentili e intelligenti ma anche noiosi e arroganti, gente scaltra, collezionisti facoltosi, curatori permalosi e dispettosi, critici influenti, trent’anni straniero nel mondo, lontano…distante… mi chiedo ce l’avrà un parente? trent’anni spesi per diventare un artista importante. Dissacratore, surreale, poetico e intelligente, scostante, divertente, a volte deludente, riconoscibile sempre, a metà strada tra Totò e Mastroianni, un po’ Fellini e un po’ Gian Burrasca, di certo non mai artista inglese o tedesco, americano neanche a parlarne, uno che s’inventa la 6° Biennale dei Caraibi (le prime 5 non esistevano) e cioè due settimane di villeggiatura gratis per gli artisti invitati e nessuna opera esposta. L’autorevole rivista britannica Art Review lo ha inserito al 4° posto nella lista delle persone più influenti nel mondo dell’arte contemporanea e il francesissimo Le Monde lo ha definito “primo surrealista del terzo millennio”.

Musei di tutto il mondo hanno accolto sue mostre personali; il Guggenheim di New York gli ha dedicato una mostra personale con 120 opere esposte.

È tutta una montatura? Sono stati trent’anni spesi inutilmente? Oppure, e cito un altro genio italiano, sono stati “Trent’anni senza andare fuori tempo?”.

Cattelan è da 30 anni che riscuote successi. Trenta. In un’epoca dove tutto cambia e si brucia ogni due secondi. Trent’anni.

Da parte mia gli auguro che le sue opere arrivino a costare 100 milioni di dollari, pur sempre una cifra irrisoria rispetto a quello a cui ha rinunciato per ottenere il successo: magari un Natale in famiglia, o un compleanno giù al bar con gli amici di un tempo. Che sono le uniche due cose che mi vengono in mente ogni volta che si parla di una persona famosa o importante.

Dimenticavo: l’altro genio era Enzo Jannacci e “Trent’anni senza andare fuori tempo” il titolo di un suo vecchio disco.

[Questo articolo fa parte anche del mio ultimo libro, “Andy Warhol era calvo”)

 

PHOTO CREDITS: Thierry Ehrmann, courtesy of Organ Museum (CC BY 2.0) 2017 www.AbodeofChaos.org