Ciao, Romano Trevisani


Ieri è mancato un chitarrista di nome Romano Trevisani. Se non siete cresciuti negli anni Ottanta e se non eravate malati di chitarra come lo ero io, molto probabilmente, il suo nome, non vi dirà niente.

Lo vidi a Milano nel 1983, in tour con Eugenio Finardi, e rimasi colpito dal modo sanguigno con cui suonava. Poi basta.

In questi anni di Facebook e di Youtube, ogni tanto, facevo un giro sul web per vedere se c’era qualche notizia.

E ieri la notizia è arrivata: nelle homepage dei quotidiani nazionali c’era scritto che il chitarrista Romano Trevisani si è suicidato e che aveva suonato con Finardi, Gianna Nannini, gli Stadio e Loredana Bertè.

Per un momento sono tornato indietro di 30 anni e ho pensato a tutte le volte che avevo ascoltato “Strade” il disco dal vivo registrato durante quel tour con Finardi. Ho pensato a quando io, con la mia Gibson di allora (o forse ero passato alla Fender…) suonavo l’assolo finale di “Notte”, cercando di imitare lui, Romano Trevisani, visto una sola vola al Rolling Stone di Milano e rimasto impresso nella mia mente e nella mia sei corde.

Cosa volete che vi dica?… Perdonate questo momento di ricordi, questo parlare di una persona che mai ho conosciuto, ma che, in un certo senso, mi ha accompagnato per molti anni della vita.

Ciao Romano.