L’Arte Contemporanea è difficile come il mese di Agosto


Agosto non lo capisco. Il mio rapporto con questo mese è pari a quello che molta gente ha con l’arte contemporanea. Ci vogliono criteri diversi per capire agosto e criteri diversi per capire l’arte contemporanea. Per esempio: se esco di casa il 10 agosto e voglio fotocopiare due fogli, quello che trovo è una copisteria con giù la saracinesca. Perché i negozi, nel mese di agosto, chiudono per ferie. Cosa che non accade a novembre e in tutto il resto dell’anno.

Il resto dell’anno equivale all’arte antica, il mese d’agosto a quella contemporanea. Infatti l’arte antica è aperta a chiunque la voglia guardare, mentre quella contemporanea è chiusa in se stessa e non concede niente. Nell’arte antica si raccontano storie prese dalla Bibbia o dalle Metamorfosi di Ovidio, mentre in quella contemporanea, spesso, non c’è alcun racconto. Durante l’anno si parla di politica e di calcio, mentre nel mese di agosto giornali e televisioni fanno fatica a trovare un argomento.

L’arte antica è molto difficile da imitare, mentre quella contemporanea la sa fare anche un bambino che, durante l’anno, va a scuola e studia tutti giorni, mentre nel mese di agosto crea castelli di sabbia sulla spiaggia.

È risaputo che l’arte antica duri da millenni, mentre quella contemporanea da meno di 100 anni. Stessa cosa con il mese di agosto, che ha 31 giorni, a differenza del resto dell’anno che ne conta più di 300.

Le città, nel mese di agosto, sono deserte, come certi dipinti privi di soggetto che vanno dai monocromi ai tagli di Fontana, mentre nel resto dell’anno sono intasate di automobili e di gente che corre, come in certi dipinti antichi per esempio Bosch o Canaletto.

Nell’arte antica c’è molta manualità; in quella di oggi no. Nel mese d’agosto se cerchi un artigiano non lo trovi neanche a strapagarlo; al contrario, durante il resto dell’anno, se telefoni, dopo un po’ qualcuno si presenta.

L’arte antica è più bella anche quando i soggetti sono brutti; quella contemporanea è brutta anche quando i soggetti sono belli. Durante l’anno fa più freddo anche se fuori è bello; nel mese di agosto basta un temporale e tutto diventa brutto.

Il concetto è chiaro: l’arte contemporanea è un periodo anomalo in mezzo alla storia dell’arte. Per questo non è possibile leggerla con lo stesso criterio con cui leggiamo quella antica. Esattamente come il mese d’agosto.

L’arte contemporanea è il periodo che la storia dell’arte ha scelto per andare in ferie. Che per noi sono importanti quanto il lavoro.

[Questo articolo è contenuto nel n. 5/2017 del magazine ARTEiNWorld]