Il bravo pittore è stakanovista


Dunque quel giorno avevo appena finito di parlare del Futurismo. Appoggiavo il microfono, spegnevo il computer e salutavo tutta quella gente venuta ad ascoltarmi.

Si avvicina un po distinto e mi chiede esattamente questo: “Senta, un pittore che dagli anni ‘80 a oggi ha dipinto 3600 quadri, è un genio o una ciofeca?”. Ci sono due parole che io detesto e non per il loro contenuto, ma per un fatto puramente musicale. Una delle due è ciofeca. L’altra è bufala. Le detesto. E basta. Al netto del loro significato. Comunque gli rispondo: “Né l’uno né l’altro. È semplicemente un pittore che non ha voglia di lavorare”. Lui mi guarda e dice: “Ma come? Tutti quei quadri in 30 anni!”.

Allora prendo il telefonino, cerco la calcolatrice e davanti a lui digito 3600 diviso 30 diviso 12 per poi dirgli che il pittore di cui mi parla, in 30 anni, ha dipinto 120 quadri all’anno, vale a dire 10 quadri al mese. “Non molto”, aggiungo io per metterlo in crisi totalmente. Perché quella domanda, io lo sapevo benissimo, ne nascondeva un’altra: la qualità e l’importanza di un artista dipendono dal numero di opere realizzate? Più precisamente: un pittore, un artista in generale, quante opere dovrebbe aver fatto?

Picasso, tra grafiche, acquerelli, dipinti e ceramiche, ne ha realizzate circa 60.000. Andy Warhol, probabilmente, molte di più. Van Gogh, dal 1881 al 1890, anno della sua morte, 900 dipinti e 1100 disegni.

Una cosa analoga mi era capitata dopo aver visitato la Barnes Collection di Philadelphia. Stavo raccontando che lui, Albert Barnes, imprenditore americano d’inizio ‘900, aveva comprato 178 Renoir, quando qualcuno mi aveva interrotto: “Ma Renoir ha dipinto così tanto?” E io, che già sapevo, rispondevo: “No, Renoir ha dipinto molto, ma molto di più”.

Morale: uno dei tanti luoghi comuni dell’arte consiste proprio nel pensare che gli artisti abbiano dipinto poco e, magari, solo in preda all’ispirazione. Dispiace deludere, ma i pittori dipingono sempre, allo stesso modo in cui i medici visitano sempre e gli idraulici mettono a posto tubi e rubinetti ogni giorno dell’anno e a volte anche in quelli festivi. I pittori dipingono sempre perché solo dipingendo nascono nuovi linguaggi, perché dipingere è un mestiere come un altro. Poi ci sono quadri che escono meglio e altri che sarebbe stato meglio non aver dipinto. Ma è solo grazie a quest’ultimi che, quasi sempre, nascono i grandi capolavori.

Lo so, dopo aver scoperto che Babbo Natale altro non era che nostro padre con la barba bianca, questa, è la seconda grande delusione della vita.