Trump VS Cattelan


La notizia mi fa molto ridere. Soprattutto per via dei personaggi.

Il primo si chiama Trump, Donald Trump, e nella vita fa il Presidente degli Stati Uniti d’America; il secondo è la curatrice del Guggenheim e di nome fa Nancy, Nancy Spector. Il primo le chiede un Van Gogh per la Casa Bianca; la seconda gli propone “America”, il water d’oro firmato Maurizio Cattelan.

La notizia mi fa molto ridere per una serie di motivi.

Il primo: Donald Trump, a prescindere, mi fa molto ridere. Perché è un omone con i capelli rossi che sembra uscito da una favola. Non mi dà l’idea di uno cattivo, ma di uno impreparato su quasi tutto che, però, con quella stazza e quel pollice alzato, ti fa sempre capire che è tutto sotto controllo.

Il secondo: a me fanno molto ridere le persone che alzano il pollice per dire “ok!”.

Il terzo: scontro tra culture. Mi spiego. Trump è il classico self-made-man che piace tanto alla gente che identifica la politica con la praticità. Nancy Spector è la curatrice laureata in filosofia con master in storia dell’arte, che, quindi, non piace per niente alla gente che identifica la politica con la praticità.

Quarto motivo: i due mondi, quando si incontrano, non si capiscono. E anche questo è divertente.

Quinto motivo, il più importante: Trump, il presidente che sembrerebbe diverso da tutti gli altri, chiede un Van Gogh d’appendere alla Casa Bianca? Scusami, caro Donald, ma perché non Pollock, o De Kooning, o la “Flag” di Jasper John? Che cosa c’entra Van Gogh? Donald: dov’è questa tua voglia di novità/modernità? Da uno come te mi aspettavo altro!

Sesto motivo: e questo non fa ridere. Si parla sempre delle eccellenze italiane. Si parla sempre di chef di cucina e di sportivi, attori, scienziati, gente che porta l’Italia in giro per il mondo. Ma non è una notizia straordinaria sapere che la curatrice di uno dei più importanti musei del mondo ha proposto un’opera di Maurizio Cattelan al Presidente degli Stati Uniti d’America? Non sarebbe materia da talk show serale?

No caro Carlo, no (Carlo sono io. E’ un periodo che mi faccio domande e mi do risposte).

No, perché l’arte, nel mondo dei mezzi di comunicazione contemporanei (televisione), significa Venezia e Firenze, Leonardo e Caravaggio, Michelangelo, o, se proprio ne vogliamo uno moderno, Van Gogh. Donald, che è uomo pratico, lo sa. E siccome Caravaggio e Leonardo non glieli presta nessuno, ha chiesto l’opera d Vincent.

Ma vuoi mettere il water d’oro di Cattelan? L’avesse accettato, io, giuro, sarei diventato immediatamente trumpiano.

Ma siccome la politica è l’arte del possibile, Trump ha preferito non complicarsi la vita.