Ricordando Pierre-Auguste Renoir


Oggi, 99 anni fa, moriva Auguste Renoir, uno dei padri dell’Impressionismo.

Mi viene in mente una storiella, roba da collezionisti, niente a che vedere con la vita del grande pittore.

La storia è questa: all’inizio del Novecento ci sono due collezionisti americani che comprano arte europea, parigina per l’esattezza, Impressionismo nello specifico.

Uno si chiama Duncan Phillips, l’altro Albert Barnes.

Il primo compra una sola opera di Renoir “La colazione dei canottieri”, che ho postato qui sotto; l’altro ne compra 181.

Un giorno i due s’incontrano e Barnes, forte dei suoi 181 Renoir, per umiliare Duncan gli chiede qualcosa tipo ma “tu quanti Renoir hai?”. E Duncan, senza scomporsi minimamente gli risponde così: “Uno, quello che serve”.

Questa storia porta con sé una morale: non è la quantità che conta, ma la qualità.

Qualche anno fa sono stato prima a Washington alla Phillips Collection e poi a Philadelphia alla Barnes Collection. Dei 181 Renoir non ne ricordo uno, mentre quello di Duncan me lo porterò sempre con me anche perché l’avevo già visto su tutti i libri di storia dell’arte…

In realtà questa storiella porta con sé un’altra verità: c’è stato un tempo in cui un collezionista poteva permettersi 181 Renoir.

Oggi credo che neppure l’uomo più ricco del mondo se lo potrebbe permettere. Un po’ per il prezzo, un po’ perché è difficile trovarli.