Maddalena penitente di Donatello

La Maddalena penitente di Donatello


Ci si chiede spesso: Che cos’è la bellezza? Io non lo so, ma posso dire con assoluta certezza che tra le opere più belle della Storia dell’Arte metto la Maddalena penitente di Donatello, il massimo scultore del Quattrocento.

Qui la bellezza sta nel modo in cui Donatello riesce a far palpitare il legno dorato, scavandolo nelle orbite degli occhi, lavorandolo fino a trasmetterci la tensione di questa figura stanca, anziana, stremata, con i lunghi capelli che le fanno da parziale indumento.

Provata dal digiuno, la donna prega come a supplicare qualcuno.  Nelle mani non ancora congiunte, Donatello riesce a trasformare la staticità della scultura in una presa diretta sulla realtà, come se l’avesse “fotografata” con il legno nel medesimo istante in cui la donna si apprestava a pregare.

Nella pittura e nella scultura, la bellezza non è mai il soggetto, ma il modo in cui esse viene raffigurato. Questo vale sia per la Maddalena penitente, sia per le bottiglie di Giorgio Morandi.